È un ampio inchino allo stilista Alexander McQueen il matrimonio più chiacchierato dell’ultimo decennio, una cerimonia che è una dichiarazione di classe, sobrietà e stile. Il royal wedding in scena a Westminster non delude scadendo nel kitch ma segue un fil rouge elegante e raffinato: un viale alberato per l’entrata della sposa e abazia decorata da fiori prettamente inglesi e di stagione (azalee e lillà in onore a simbolismi di fertilità ed amore).L’abito della sposa creato dall’atelier McQueen (storico stilista londinese scomparso lo scorso Febbraio) è stato disegnato da Sarah Burton, designer della casa di moda inglese, un vestito discusso pieno di progetti e congetture: molti gli stilisti supposti e proposti, molte le allusioni al mood al quale la futura principessa si sarebbe dovuta ispirare.
Una scelta classica quella fatta da Kate Middleton, accostata da molti all’abito di Grace Kelly: un vestito candido con un accennato scollo a v, bustino ricamato in pizzo (tessuto usato anche per coprire spalle e braccia della principessa con maniche lunghe e attillate), ampia e voluminosa gonna realizzata in seta completata da decori di pizzo floreali sulla parte inferiore (che rappresentano i simboli delle nazioni della United Kingdom: la rosa inglese, il cardo scozzese, il narciso del Galles e il trifoglio irlandese) e lungo strascico da 2 metri e 70 sorretto dalla sorella della sposa prima di varcare l’ingresso dell’abazia. A sostenere un leggero velo, bianco come l’abito, una tiara di platino e diamanti firmata Cartier, tra le mani della sposa un bouquet composto da mughetti, garofani, edera, giacinti, mirto e ‘sweet William’ in onore al futuro marito.
Si sono occupati dell’acconciatura i parrucchieri James Pryce e Richard Ward, proprietari di un salone di bellezza al centro di Chelsea, che da tempo curano il look di tutta la famiglia Middleton. Per la sposa un’invenzione realizzata all’alba: un Demi-chignon creato apposta per lei, per non snaturare il suo stile unico e semplice.
Una sfida tra sorelle è quella che s’è sospettata alla vista dell’abito bianco indossato da Philippa Middleton, contro ogni cliché pre-matromonio del “niente bianco e niente nero”, tuttavia senza macchia per quanto riguarda scollatura e bon-ton.
Molti e notissimi gli stilisti che hanno invece vestito i volti noti invitati al matrimonio anche made in Italy come Alberta Ferretti e Giorgio Armani.
Alcuni look attesi hanno stupito, come il completo giallo pastello della Regina, omaggiata al canto di ‘God save the queen” o il celeste shocking scelto dalla regina di Danimarca.

Molto ammirata la principessa di Svezia Victoria in Elie Saab, Victoria Beckham in completo scuro premaman da lei disegnato, completato da cappellino, maxi pochette e altissimi tacchi Laboutin e Charlene Wittstock, futura sposa del principe Alberto di Monaco, in un tenue azzurro firmato Armani Privè.
Le sorelle Eugenie e Beatrice figlie di Sarah Ferguson (grande assente) invece, hanno rischiato un look alternativo ed anticonformista, agghindate in creazioni di Vivienne Westwood, regina indiscussa della moda punk anni ’80, come a dire “S-Parlate pure di noi…”.
Passato il matrimonio, rimaste impresse poche immagini: mise bizzarre, fratelli sghignazzanti, sorelle splendide… normale routine.

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